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Ellesse ritorna a Brescia da Blog Don't Lie.

Da oltre un anno ormai, tra gli argomenti più di tendenza nel Bar Sport della moda, si è affermato il tennis.

Se gli appassionati, tra vintage e revival sono ferratissimi in fatto di design, colori e accessori, per le nuove generazioni non è facile orientarsi tra l’ultimo modello di T-shirt traspirante e la sneaker perfetta per una passeggiata sul campo verde di Wimbledon.

A chi si ispirano i colossi dello sportswear?

Quale decade è quella che ha dato il massimo in fatto di innovazione?

Di quali atleti bisogna conoscere nome e palmarès?

Per rispondere a queste tre domande fondamentali, basta un nome: Ellesse.

Già, fascino a palade come direbbe il vecio bresciano.

L’azienda italiana, fondata a Perugia nel 1959 dall’imprenditore Leonardo Servadio (il nome del brand sono le sue iniziali), in realtà ha avviato la sua produzione dedicandosi per oltre 10 anni al mondo dello sci.

Qui si è distinta per la realizzazione e il brevetto di capi pionieristici, come le prime giacche imbottite (a cui si aggiungerà molti anni dopo il modello tra i preferiti dagli sciatori Magic Air) e i jet pant, in tessuto tecnico elasticizzato, che per praticità e prestazioni diventano in poco tempo immancabili nel guardaroba di dilettanti e professionisti.

Al pari delle coloratissime tute del marchese Emilio Pucci, meritano un posto d’onore tra i pezzi-simbolo dell’epoca.

Il Centre Pompidou di Parigi li inserirà in una mostra dedicata al best-of del design made in Italy nel 1979. Due campioni indiscussi a indossare il marchio perugino sulle piste sono stati il gigante degli anni Ottanta Marc Girardelli e l’oro olimpico di Francia dei Novanta Jean-Luc Crétier, che si è aggiudicato il podio a Nagano con un indimenticabile corredo di gara rosso e blu.

Insomma di storia il brand ne è pieno, e di carisma stilistico ancora di più.

E sono cose che a noi di Blog Don't Lie piacciono un sacco.

L’incontro importante con il tennis arriva nel 1977 grazie all’intuizione del general manager della neonata WITA (Women’s International Tennis Association) Dino Papale, che spinge l’amico Servadio a sponsorizzare la stella nascente d’America Chris Evert; sarà uno dei sodalizi più lunghi e fortunati per il brand, che accompagnando la campionessa nei tornei del Grande Slam, si unirà via via ad altri numeri uno come Guillermo Vilas, Boris Becker, Tommy Haas e Anna Kurnikova.

Per questo sport disegna modelli passati alla storia per lo stile, sempre impeccabile, colorato e, in ambito femminile, dal carattere deciso e pratico: i nomi dei tre capi must-have, T-shirt, polo e shorts, sono dedicati a tre geni del Rinascimento italiano, Donatello, Leonardo e Raffaello.

Tutta la linea, oggi, è in perfetto equilibrio tra l’old school, dove i bordi e le cuciture sono profilati da piping a contrasto e da un calibrato uso della logomania, e una pulizia formale che incontra l’innovazione nei materiali.

Dall’inizio degli anni Ottanta, Ellesse è stato legato, insieme ad altri marchi sportivi come Fila, Sergio Tacchini e Lacoste, alla subcultura “casual” e alla nascita degli hooligans nel Regno Unito.

L’idea era proprio quella di indossare l’abbigliamento acquisito dalla classe borghese media, per passare inosservati sugli spalti degli stadi e accendere scontri con la polizia su più fronti. Ma sopratutto nelle prime trasferte dei club inglesi in Europa e in particolar modo in Italia (vedi il Liverpool) i negozi di abbigliamento venivano letteralmente saccheggiati per mostrare poi il bottino sulle terrace di casa propria.

Il brand al giorno d'oggi viene visto sotto varie luci e forme, da noi più come abbigliamento tecnico visto il glorioso passato nello sport, all'estero come abbigliamento casual e street. 

In entrambi i casi resta sempre un capo made in Italy tra i più apprezzati.

Sempre negli Ottanta, precursore di un trend che si sarebbe sviluppato molto dopo, Servadio coinvolge il giovane designer Jean-Charles de Castelbajac in una serie di collaborazioni, confermando sia l’amore per il colore nelle sue linee, sia una lungimiranza degna di nota per un’azienda che è sempre stata in attivo ma non ha mai visto i numeroni dei sui competitor stranieri.

Gli altri sport a cui si è dedicata Ellesse sono stati, per un breve periodo, il calcio, a cui il suo fondatore non si è mai appassionato, la Formula 1 e la boxe, dove ha vestito Muhammad “The Greatest” Ali.

Oggi il marchio appartiene alla holding inglese Pentland Group, che ne ha sviluppato notevolmente la parte di comunicazione, aggiungendo ai contenuti online uno storytelling dove i protagonisti sono gli atleti stessi.

Noi del Blog siamo riusciti a portarlo nel nostro negozio di Pompiano a Brescia grazie alla collaborazione con lo showroom Daybreak di Monza.

Da questa Estate ne apprezzerete i colori, i tessuti e la visione futuristica ma con un tocco di vintage del brand.

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