OPS! A Monaco sulla maglia di Cruijff manca una striscia.

OPS! A Monaco sulla maglia di Cruijff manca una striscia.

Cruijff

Puma e Adidas sono da sempre in guerra, una guerra fredda a suon di sponsor. Come a Monaco di Baviera, quando alla maglia di Cruijff manca una striscia.

Sono le ore 16.00 del 7 luglio 1974 all’Olympiastadion di Monaco di Baviera. Si sta per giocare la finale di uno dei Mondiali più entusiasmanti di sempre. I padroni di casa della Germania Ovest sfidano la squadra del secolo, l’unica al mondo in grado di meritarsi l’appellativo di squadra totale: l’Olanda. La squadra di Rinus Michels è giunta all’ultimo atto dopo aver vinto i due gironi di qualificazione, regolando nell’ordine Uruguay, Svezia (unico pareggio), Bulgaria, Argentina, Germania Est e Brasile. Una macchina da guerra in procinto di affrontare un’altra macchina da guerra: la Germania Ovest, anch’essa reduce da una cavalcata impressionante, interrotta solo dalla storica sconfitta con la Germania dell'Est. I due capitani, Cruijff e Beckembauer si stringono la mano in mondovisione e il pianeta si accorge di un dettaglio: alla maglia di Cruijff manca una striscia, rispetto alle tre previste. Eppure l’Olanda veste Adidas.

Cruijff

Johan Crujiff in quegli anni è più di un calciatore, è un’icona, un’istituzione, un Dio del calcio. Non dal 1974, sia chiaro. La sua fama è esplosa molto prima, sul finire degli anni ‘60. Con l’arrivo della decade successiva il mondo del calcio ha solo certificato la sua manifesta superiorità con tre palloni d’oro: 1971, 1973, 1974. Cruijff rappresenta la modernità, lo stacco con il passato. Fisicità dirompente e tecnica sopraffina, ma anche presenza mediatica importante. Se ne accorge la Puma, che nel clou della guerra fredda e fratricida con Adidas si accaparra il talento olandese a suon di contratti pesantissimi.

Cruijff

Cruijff non è il primo campione a stringere partnership rilevanti con i brand sportivi, anzi. Eusebio fece conoscere al mondo le Puma King e Pelè proseguì nell’endorsement monstre ai Mondiali del 1970. Nel contratto, si mormorava, Puma aveva inserito una clausola che prevedeva un giochetto strano. Costringere O'Rey a far di tutto per tardare l’inizio delle partite, in modo da legarsi gli scarpini con le telecamere fisse sui suoi piedi.

Johan Cruijff per conto suo è probabilmente tra i primi a diffondere il marchio anche fuori dal campo di calcio. Storica la ricezione del Pallone d’Oro 1971, decretato da France Football, con un abito firmato Puma. Meglio ancora, con il logo Puma bello evidente sul taschino della giacca. Eleganza dubbia, potere mediatico enorme.

Cruijff

Nel 1974 però il talento olandese si trova ad affrontare un problema non da poco: la sua Nazionale veste, fedelmente, Adidas. La bellissima maglia oranje, iconica come poco altro nel mondo del pallone, è completamente arancio con il logo dei Paesi Bassi, un leone stilizzato, sul petto. E sul braccio si stendono tre linee nere, le strisce simbolo dell’Adidas. Ma come può il più grande influencer di Puma vestire Adidas in una sfida così importante e perlopiù in diretta su ogni televisione mondiale? Semplice, non lo fa.

Infatti Cruijff è l’unico degli undici giocatori olandesi ad indossare una maglia con due sole strisce. Il campione oranje, dopo un lungo braccio di ferro, riesce a convincere la federazione che quella è la soluzione migliore. Scende in campo con una maglia diversa, stringe la mano a Beckembauer e dopo un minuto di gioco è già a terra in area di rigore. Penalty. Batte Neeskens, scarpa e maglia a tre strisce per la gioia di Adidas e il risentimento di Puma. Gol. Sarà l’unico squillo degno di nota della corrazzata di Michels.

Acquista qui la maglia della Discordia.

Leave a comment